Un cane che mangia la cacca è un problema più comune di quanto si pensi: nel più ampio studio sul tema, condotto su 1.552 cani, il 16% dei proprietari ha dichiarato di aver visto il proprio cane mangiare feci almeno sei volte, e circa il 23% almeno una volta. Nella grande maggioranza dei casi è un comportamento, non una malattia — ma le cause mediche vanno escluse prima, e i rimedi in commercio funzionano molto meno di quanto promettono.
Qui trovi cosa ha trovato davvero la ricerca, quali cause il veterinario deve escludere per prime, cosa riduce il comportamento secondo le fonti veterinarie e quali rimedi non servono a niente. Ultima riga del contratto: nessun numero di questo articolo è inventato, le fonti sono in fondo.
Cos’è la coprofagia e quanto è diffusa
Coprofagia è il nome tecnico dell’abitudine di mangiare feci. Il Merck Veterinary Manual la classifica tra i comportamenti ingestivi anomali (abnormal ingestive behavior), insieme alla pica (mangiare oggetti non alimentari) e al rovistare nella spazzatura.
Il riferimento scientifico principale è uno studio del 2018 pubblicato su Veterinary Medicine and Science, che ha intervistato proprietari di cani in due indagini distinte. I numeri principali sono questi:
| Dato | Valore |
|---|---|
| Cani che mangiavano feci in modo frequente (almeno 6 volte) | 16% |
| Cani visti mangiare feci almeno una volta | circa 23% |
| Tra chi mangiava spesso, proprietari che lo avevano visto fare più di 10 volte | 79,6% |
| Feci mangiate fresche (non più di 2 giorni) | 82% |
| Mangiatori definiti «ingordi» tra i coprofagi | 51,1% (contro 28,2% tra i non coprofagi) |
| Successo dichiarato dei prodotti commerciali testati | 0-2% |
| Successo delle procedure comportamentali | 1-2% (4% per il comando «lascia») |
| Relazione con la dieta o con l’età del cane | nessuna evidenza |
Due risultati meritano attenzione perché smontano altrettanti luoghi comuni. Il primo: non c’è relazione tra coprofagia e dieta o età — il 82,3% dei mangiatori frequenti mangiava crocchette, contro il 78,3% dei non mangiatori, e lo studio non ha trovato legami né con il tipo di alimento né con l’età. Il secondo: il comportamento si dirige quasi sempre verso feci fresche, non più vecchie di due giorni. Lo studio escludeva però dal campione le madri con cuccioli, dove il comportamento è atteso: i dati non riguardano quel caso.
Le cause normali: la mamma e i cuccioli
C’è una coprofagia fisiologica e non patologica: la cagna che ha partorito mangia le feci dei cuccioli per tenere pulita la tana, e i cuccioli possono imitarla. Le fonti veterinarie lo descrivono come comportamento normale del periodo, non come disturbo. Anche l’esplorazione orale dei cuccioli, che mettono in bocca qualunque cosa, rientra nella norma.
Le cause mediche da escludere per prime
La regola veterinaria è netta: prima si escludono le cause mediche, poi si parla di comportamento. Secondo VCA Animal Hospitals, qualunque problema che riduca l’assorbimento dei nutrienti, irriti l’intestino o renda le feci più appetitose può portare alla coprofagia. Le condizioni citate dalle fonti includono: dieta poco digeribile, sottoalimentazione, deficit di enzimi digestivi (insufficienza pancreatica esocrina), parassiti intestinali, malassorbimento, diarrea cronica e condizioni che aumentano l’appetito come diabete, sindrome di Cushing, patologie tiroidee o terapie con cortisonici.
Nota di precisione: le fonti consultate parlano di deficit enzimatici e di problemi pancreatici, non di pancreatite come causa di coprofagia. Se leggi il contrario altrove, quel dato non è supportato dalla letteratura veterinaria di riferimento.
Le cause alimentari: dieta poco digeribile, pasti e carenze
Le fonti cliniche indicano tra i fattori alimentari la dieta poco digeribile, il sottoalimentare e i problemi che riducono l’assorbimento dei nutrienti, come il deficit di enzimi digestivi: quando l’assorbimento cala il cane può andare incontro a carenze di vitamine e minerali, quindi ad appetito aumentato e alla tentazione di mangiare le feci. Vale lo stesso se le feci contengono molto materiale non digerito: più residui riconoscibili ci sono, più è probabile che il cane le mangi.
Sulla carenza serve però onestà: con un alimento completo è una causa rara, e nello studio su 1.552 cani nessun legame tra coprofagia e dieta è emerso. Diventa plausibile con una dieta casalinga squilibrata, con restrizioni caloriche estreme o con un malassorbimento non diagnosticato, come i problemi intestinali cronici. Il nesso con i pasti troppo ravvicinati resta invece un’ipotesi di gestione, non una causa dimostrata: più pasti significano più evacuazioni e più occasioni.
Le cause comportamentali: fame, noia, stress e attenzione
- Stile alimentare. È la variabile più associata: 51,1% dei coprofagi era definito «ingordo» contro 28,2% dei non coprofagi.
- Noia e poco movimento. Frequente nei cuccioli tenuti troppo a lungo in gabbia o in casa.
- Ansia e cambiamenti. Ansia da separazione, arrivo di un altro animale, trasloco.
- Evitare il rimprovero. Un cane che ha imparato che fare i bisogni in casa porta guai può mangiare le feci per «rimediare».
Cane che mangia la cacca di gatto o di altri cani
Mangiare le feci di un altro animale è un comportamento affine al rovistare: per VCA odore, consistenza e sapore delle feci di gatto sono abbastanza appetibili da vincere il fatto che siano rifiuti, e quelle degli erbivori attirano per la vegetazione digerita. Qui il problema è quasi sempre di accesso: lettiera fuori portata del cane, o svuotata subito, e nessuna punizione per il gatto.
Se invece mangia le feci di un altro cane, la raccomandazione di VCA è di far controllare quel cane: potrebbe digerire male e lasciare nutrienti nelle feci. Attenzione anche all’igiene: il CDC indica il contatto con le feci di gatto come via di trasmissione del Toxoplasma e raccomanda di cambiare la lettiera ogni giorno e di lavarsi le mani.
Quando portare il cane dal veterinario
Il segnale che deve far alzare la mano è l’esordio improvviso in un cane adulto che non l’aveva mai fatto, soprattutto se accompagnato da perdita di peso, letargia, vomito o diarrea: lì c’è da cercare una causa medica. Il livello minimo di accertamento indicato dalle fonti è una visita completa con valutazione di dieta, frequenza e consistenza delle feci, più un esame fecale per i parassiti; nelle forme sospette si aggiungono esami del sangue.

Cosa fare subito e cosa fare dopo
Le indicazioni pratiche delle fonti veterinarie sono cinque, in ordine di efficacia realistica:
- Raccogliere subito. Le feci vanno tolte da giardino e lettiera appena prodotte: è il comportamento che si dirige quasi sempre a feci fresche.
- Controllo al guinzaglio. Tenere il cane vicino durante le uscite permette di allontanarlo prima che arrivi alle feci.
- Razione adeguata e più fibra. Una dieta di qualità, eventualmente più ricca di fibra, è indicata quando il cibo attuale non è ottimale.
- Pasti più lenti e a orari fissi. Ciotole irregolari, giochi dispensatori e masticativi.
- Più esercizio, gioco e attenzione. Aumentare attività e interazione riduce noia e stress.
Due aggiunte cambiano l’esito più di qualunque prodotto. La prima è il diario delle evacuazioni: annota quando e quante volte il cane defeca e portalo fuori in quelle fasce orarie, in modo da arrivare alle feci prima di lui. La seconda è premiarlo con un bocconcino subito dopo aver fatto i bisogni, così l’evacuazione diventa un momento da condividere con te invece di una caccia solitaria. Un raccoglitore e un guinzaglio corto fanno più di qualsiasi deterrente; se il problema nasce da noia, ansia o routine sbagliate, il lavoro è comportamentale e la base è nella guida al comportamento del cane.
Cosa non fare
- Sgridare o punire. Peggiora il quadro: aumenta l’ansia e può spingere il cane a mangiare le feci per evitare il rimprovero.
- Mettergli il naso nelle feci. VCA la definisce una tecnica sorpassata, disumana e inutile, che può incoraggiare proprio la coprofagia.
- Contare sui rimedi fai-da-te. Pepe e salsa piccante non fermano la maggior parte dei cani e possono irritare lo stomaco.
- Lasciarlo solo in giardino finché il comportamento è attivo: senza supervisione non c’è nessuna interruzione possibile.
I deterrenti e i prodotti in commercio: cosa dicono i dati
È la parte più scomoda. Nello studio del 2018, tra gli undici prodotti commerciali testati — inclusi gli additivi che rendono le feci sgradevoli, come For-Bid — il tasso di successo dichiarato è stato tra 0 e 2%: il prodotto più usato, con 352 rispondenti, ha riportato l’1%. Le procedure comportamentali vanno meglio solo di poco: 1-2%, con il 4% per il comando «lascia».
Gli additivi che cambiano il sapore delle feci, secondo le fonti cliniche, «dissuadono alcuni animali», senza percentuali pubblicate. Il messaggio onesto da portare a casa è che si tratta di un’abitudine difficile da rompere, che richiede pazienza e tentativi diversi, più che un prodotto risolutivo.
I rischi per il cane e per chi vive con lui
- Infezioni e parassiti. Il cane che mangia feci ha un rischio più alto di E. coli, Salmonella e parassiti intestinali: da qui la raccomandazione di un esame fecale periodico.
- Farmaci. Se mangia le feci di un animale in terapia può ingerirne tracce: sono documentati casi di cani che si sono sentiti male per antidolorifici e farmaci tiroidei presenti nelle feci di un altro cane.
- Igiene di casa. Fino a quando il comportamento non è sotto controllo: evitare che il cane lecchi il viso e lavarsi spesso le mani.
Un capitolo a parte riguarda il cane già in trattamento. Se è in corso una terapia antiparassitaria, un esame fecale di controllo serve a verificare che l’infestazione sia stata eliminata: continuare a mangiare feci significa reinfestarsi. Se invece mangia le feci di un animale in terapia, può assorbire tracce di farmaci. In entrambi i casi la cosa da fare è dirlo al veterinario (vedi anche la guida ai parassiti nel cane).
Va detto anche il contrario, per non alimentare allarmismi: le fonti veterinarie precisano che la coprofagia non è di per sé una grave preoccupazione medica. È un comportamento da gestire, non un’emergenza — a meno che non ci siano i segni clinici elencati sopra.
Domande frequenti
Perché il cane mangia la cacca all’improvviso?
L’esordio improvviso in un cane adulto è il caso in cui la causa medica va cercata per prima: problemi di digestione o assorbimento, parassiti, aumento dell’appetito da patologie metaboliche. Con perdita di peso, vomito o diarrea la visita è necessaria.
Basta cambiare crocchette?
No, e non è nemmeno quello che dicono i dati: lo studio del 2018 non ha trovato relazione tra coprofagia e tipo di dieta. Un alimento di qualità e più fibra può aiutare, ma presentarlo come la soluzione sarebbe falso.
Esistono prodotti che funzionano?
Nel più ampio studio disponibile i tassi di successo dichiarati sono dello 0-2%. Alcuni proprietari riferiscono miglioramenti con additivi che modificano il sapore delle feci o con probiotici, ma nessuna fonte pubblica una percentuale di efficacia: vanno considerati tentativi, non soluzioni.
Il cucciolo che mangia le feci è un problema?
Nella maggior parte dei casi rientra nel comportamento esplorativo e nell’imitazione materna, ed è transitorio. Resta utile fargli controllare le feci per i parassiti, che nei cuccioli sono frequenti, e togliere subito le feci dall’ambiente.
Il cane che mangia la cacca è pericoloso?
Non è un’emergenza: le fonti veterinarie lo descrivono come un comportamento da gestire, non come una grave preoccupazione medica. I rischi però sono più alti del normale — batteri come E. coli e Salmonella, parassiti intestinali e, se mangia le feci di un animale in terapia, tracce di farmaci. Fino a quando il comportamento dura, evita che il cane lecchi il viso.
Come impedire al cane di mangiare la cacca?
Togliendo l’occasione: raccogliere subito le feci da terra e dalla lettiera, tenere il cane al guinzaglio e interromperlo al primo annusare, premiandolo dopo l’evacuazione. I deterrenti nel cibo hanno tassi di successo dello 0-2%: aiutano, ma non risolvono.
Può essere una carenza?
Può esserlo quando una dieta poco digeribile o un malassorbimento portano a carenze di vitamine e minerali e ad appetito aumentato, ed è più probabile con diete casalinghe squilibrate. Con un alimento completo è però una causa rara, e nello studio su 1.552 cani nessun legame con la dieta è emerso.
Cane che mangia la cacca di gatto: cosa fare?
Le feci di gatto sono tra le più appetibili per odore, consistenza e sapore: il problema è quasi sempre di accesso, quindi lettiera fuori portata del cane o svuotata subito, e mai punizioni per il gatto. Possono anche contenere Toxoplasma, quindi mani lavate e lettiera cambiata ogni giorno.
In sintesi
- In gran parte è un comportamento normale-istintivo o appreso: prima si escludono le cause mediche e alimentari, poi si lavora sul comportamento.
- Ciò che funziona di più è togliere l’occasione: raccogliere subito le feci in giardino e nella lettiera, supervisione al guinzaglio, premio dopo l’evacuazione.
- I prodotti in commercio hanno tassi di successo dello 0-2%: tentativi, non soluzioni.
- Sgridare, punire o usare pepe e salsa piccante peggiora la situazione. Se il comportamento compare all’improvviso in un cane adulto, o con perdita di peso, vomito o diarrea, serve il veterinario.
Immagine di copertina: SaudS, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.
Fonti
- Hart B.L. et al., The paradox of canine conspecific coprophagy, Veterinary Medicine and Science, 2018 — testo completo su PMC
- VCA Animal Hospitals — Dog Behavior Problems: Coprophagia
- Merck Veterinary Manual — Behavior Problems of Dogs e versione per proprietari
- Veterinary Partner / VIN — Feces Eating in Dogs and Cats — e CDC, About Toxoplasmosis
Articolo informativo: non sostituisce la visita veterinaria. I dati citati provengono dalle fonti elencate; quando un’informazione non è risultata verificabile sulle fonti primarie, è stata omessa.
