Il Golden Retriever è il cane “buono” per definizione: socievole con tutti, paziente, giocoso e desideroso di compiacere. È per questo che è tra i cani più usati come cane guida e da assistenza, e tra i più scelti dalle famiglie. Ha però bisogno di movimento e di presenza, e ha una predisposizione genetica a due problemi da conoscere bene prima di prenderlo: le patologie articolari e una frequenza di tumori superiore alla media. Chi lo sceglie deve saperlo, non scoprirlo.
Nota importante: questo articolo è informativo e non sostituisce il veterinario. Le decisioni su salute, alimentazione e sterilizzazione vanno discusse con un professionista che visita l’animale.

Il Golden Retriever in breve
- Origine: Scozia, metà Ottocento; selezione di Lord Tweedmouth nella tenuta di Guisachan.
- Taglia: grande e armoniosa. Maschi 29-34 kg e circa 56-61 cm; femmine 25-32 kg e 51-56 cm.
- Pelo: lungo, doppio e impermeabile, con sottopelo abbondante. Colore dal crema all’oro.
- Carattere: socievole, docile, paziente, giocoso, molto legato alle persone.
- Movimento necessario: alto, circa 1-2 ore al giorno.
- Salute da verificare: displasia dell’anca e del gomito, occhio (PRA prcd, cataratta, uveite), cuore.
- Aspettativa di vita: circa 10-13 anni.
- Prezzo in Italia: indicativamente 1.200-2.000 euro da un allevatore serio con pedigree.
Origine della razza
Il Golden Retriever nasce in Scozia a metà Ottocento, nella tenuta di Guisachan, per opera di Lord Tweedmouth. L’obiettivo era un cane da riporto per la caccia agli uccelli acquatici, capace di lavorare su terreno e in acqua, con un carattere docile e una grande resistenza. La selezione partì da un retriever giallo e da incroci con il Tweed Water Spaniel e altre razze da acqua.
La razza viene riconosciuta ufficialmente in Gran Bretagna nei primi decenni del Novecento e da lì si diffonde in tutto il mondo. Nel corso del secolo la selezione si è divisa in due orientamenti molto visibili ancora oggi: il tipo “inglese”, con struttura più compatta e mantello più chiaro, e il tipo “americano”, più alto, più slanciato e con mantello più dorato. Le differenze sono morfologiche e in parte caratteriali, e non rendono automaticamente uno dei due migliore dell’altro.
Carattere e bisogni quotidiani
Il Golden è un cane orientato alle persone e al lavoro insieme. È socievole con gli estranei, paziente con i bambini, generalmente ben disposto verso gli altri cani e gli altri animali di casa. Impara rapidamente, lavora volentieri per il cibo e per il gioco, ed è tra i cani più semplici da educare con il rinforzo positivo. Ha però bisogno di sentirsi parte della famiglia: lasciato solo molte ore, o tenuto in giardino da solo, sviluppa infelicità e comportamenti problematici.
Quanto movimento serve
Un Golden adulto ha bisogno di circa una o due ore al giorno tra passeggiate energiche, corsa, nuoto e giochi da riporto. È un cane da acqua e da riporto per natura: il riporto non è un gioco accessorio, è la sua attitudine. Il movimento serve anche al peso, che in questa razza va tenuto sotto controllo, perché ogni chilo in più grava su articolazioni già predisposte.
La cura del pelo
Il Golden ha un pelo doppio con sottopelo folto: perde molto, tutto l’anno, con due mute stagionali marcate. Serve una spazzolatura due o tre volte a settimana, portata quasi a quotidianità nei periodi di cambio pelo. Con il pelo bagnato conviene asciugarlo bene, perché il sottopelo umido favorisce irritazioni cutanee.
Con i bambini e in famiglia
È una delle razze più adatte alla famiglia, con una soglia di tolleranza alta e una spiccata propensione al contatto. Resta valida la regola di sempre: le interazioni con i bambini piccoli vanno supervisionate, e al cane va garantito uno spazio dove ritirarsi quando ne ha abbastanza. È anche un cane che tende a usare la bocca nel gioco: è normale per la razza, ma va indirizzato fin da cucciolo verso oggetti adatti e verso un gioco calmo.
Salute: cosa chiedere prima di prenderlo
Nel Golden Retriever le patologie da conoscere sono tre gruppi: articolazioni, occhio e una generale predisposizione ai tumori che è tra le più alte tra le razze canine.
Displasia dell’anca e del gomito
La displasia è un’alterazione dello sviluppo dell’articolazione che può causare dolore, zoppia e artrosi precoce. Nel Golden è tra le patologie più frequenti, sia all’anca sia al gomito, e si controlla con radiografie ufficiali valutate da un veterinario. Gli allevatori seri fanno valutare i riproduttori e rendono pubblici i punteggi. Il peso corporeo è il fattore che più di ogni altro aggrava il problema nel cane già predisposto.
Patologie oculari ereditarie
Tra i retriever, e in particolare nel Golden, sono descritte diverse malattie oculari ereditarie. La più nota è l’atrofia progressiva della retina nella forma prcd, per la quale esiste un test del DNA che individua i portatori; a questa si aggiungono la cataratta ereditaria, la displasia della retina e l’uveite pigmentaria, una forma infiammatoria dell’occhio che è tipica della razza. Chiedere i risultati dei test genetici e una visita oculistica veterinaria recente sui riproduttori è la domanda più importante dopo la displasia.
I tumori: il dato che va detto con chiarezza
Il Golden Retriever ha una delle incidenze di neoplasie più alte tra le razze canine: linfomi, emangiosarcomi e tumori della pelle sono statisticamente più frequenti che in altre razze. È un dato scomodo, ma è esattamente il tipo di informazione che serve prima di prendere un cane, non dopo. Nella pratica questo significa controlli veterinari regolari, attenzione ai segnali che durano più di qualche giorno, e la consapevolezza che la spesa veterinaria per questa razza va messa in conto in modo realista.
Cuore e pelle
Nella razza sono descritte cardiopatie come la stenosi subaortica, che si controlla con visita cardiologica e auscultazione. Frequente anche la dermatite atopica, con prurito stagionale o cronico: è gestibile, ma richiede un percorso veterinario e non si risolve cambiando da soli il cibo.
Le domande da fare all’allevatore
- Quali sono i punteggi ufficiali di displasia dell’anca e del gomito dei due genitori?
- Qual è il risultato del test del DNA per la PRA prcd dei genitori?
- I riproduttori hanno una visita oculistica veterinaria recente?
- Ci sono stati controlli cardiologici sui riproduttori?
- La linea è inglese o americana, e per quale motivo è stata scelta?
- A che età viene consegnato il cucciolo, con quali vaccinazioni e con il microchip?
- Il pedigree è riconosciuto, e da quale associazione?
- C’è una garanzia sanitaria scritta e cosa prevede?
Quanto costa un Golden Retriever in Italia
Da un allevatore serio, con pedigree e genitori sottoposti agli esami ufficiali, il cucciolo costa indicativamente fra 1.200 e 2.000 euro. Le linee di sangue americane o con genealogie particolarmente ricercate possono superare i 2.000-2.500 euro. Sui portali di annunci si trovano golden anche a 400-600 euro, e in quel caso mancano quasi sempre pedigree e controlli sui genitori. La differenza non è estetica: è la differenza tra un cane con genitori testati e un cane che scoprirai predisposto solo quando compare il problema.
Costi di mantenimento indicativi, da adattare alla tua situazione e da verificare con il veterinario:
- Sterilizzazione: in genere fra 200 e 400 euro circa, a seconda del sesso e della struttura.
- Vaccinazioni e richiami: circa 50-120 euro all’anno.
- Visite e antiparassitari: circa 150-350 euro all’anno in assenza di problemi; di più se compaiono problemi articolari, oculari o dermatologici.
- Alimentazione: indicativamente 40-80 euro al mese per un cane di questa taglia con cibo di qualità.
- Toelettatura: spazzole adatte e, se serve, qualche seduta dal toelettatore.
- Assicurazione sanitaria: se la valuti, indicativamente 25-60 euro al mese; in questa razza vale la pena confrontare bene le coperture.
A chi è adatto e a chi no
- Adatto se: puoi garantirgli una o due ore di attività al giorno; vuoi un cane socievole con tutti; hai tempo da dedicargli durante il giorno; apprezzi un cane addestrabile e collaborativo; puoi affrontare spese veterinarie anche importanti.
- Non adatto se: pensi di lasciarlo in giardino o da solo per molte ore; non hai tempo per il movimento quotidiano; non tolleri il pelo in casa; non puoi mettere in conto spese veterinarie e controlli regolari; cerchi un cane da guardia.
Dove trovarlo in Italia
Tre strade: un allevatore che mostri certificati di displasia, test genetici e visita oculistica dei riproduttori; un canile o un rifugio, dove arrivano anche Golden, spesso tra i due e i cinque anni, quando il cucciolo diventa un cane con bisogni reali; oppure le adozioni private. Guarda anche la nostra guida su come scegliere un cane in base a tempo, energia e ambiente.
Domande frequenti
Quanto vive un Golden Retriever?
Circa 10-13 anni. È una delle razze in cui la longevità è più influenzata dalle patologie neoplastiche, oltre che dal peso corporeo: i controlli veterinari regolari non sono una formalità.
Golden e Labrador: quale scegliere?
Hanno molto in comune: entrambi da riporto, socievoli, adatti alla famiglia e bisognosi di movimento. Il Labrador ha pelo corto e perde meno pelo a ciuffi ma ha una fame proverbiale; il Golden ha pelo lungo da curare e una struttura più slanciata. Le differenze sanitarie sono analoghe: articolazioni e occhio per entrambi, con una predominanza di problemi dermatologici e neoplastici nel Golden.
Il Golden è un cane da guardia?
No: è socievole anche con gli estranei e poco territoriale. Può abbaiare per segnalare un arrivo, ma non è un cane da difesa. Chi cerca un guardiano deve orientarsi su razze diverse.
Perde molto pelo?
Molto. Il pelo doppio con sottopelo folto significa pelo in casa tutto l’anno e due mutue stagionali in cui la quantità aumenta. È un aspetto da valutare prima, se in casa c’è chi non tollera i peli.
Va bene in appartamento?
Può viverci se portato fuori in modo adeguato ogni giorno. Un Golden sottostimolato, anche in un grande giardino, sviluppa gli stessi problemi di un Golden rinchiuso: la variabile non è lo spazio, è l’attività condivisa con le persone.
Immagine di copertina: Johannnes89, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
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Fonti e approfondimenti
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